IMPEGNO DEI CATTOLICI IN POLITICA: LE PAROLE DI LEONE XIV
Il Papa recentemente (28/8/25) è intervenuto sul modo di stare in politica dei cattolici: In sintesi ha detto:
1. Dinanzi alle derive di ogni genere che vivono le nostre società occidentali, noi non possiamo fare di meglio, come cristiani, che volgerci verso Cristo e chiedere il suo aiuto nell'esercizio delle nostre responsabilità;
2. Non è facile (...) per un eletto, a causa di una laicità a volte fraintesa, agire e decidere in coerenza con la propria fede nell'esercizio di responsabilità pubbliche;
3. Il cristianesimo non si può ridurre a una semplice devozione privata, perché implica un modo di vivere in società improntato all'amore di Dio e del prossimo che, in Cristo, non è più un nemico ma un fratello;
4. Per farvi fronte, il responsabile cristiano è forte della virtù della carità che lo abita sin dal suo battesimo. Quest'ultima è un dono di Dio, una «forza capace di suscitare nuove vie per affrontare i problemi del mondo d'oggi e per rinnovare profondamente dall'interno strutture, organizzazioni sociali, ordinamenti giuridici. In questa prospettiva la carità diventa carità sociale e politica: la carità sociale ci fa amare il bene comune e fa cercare effettivamente il bene di tutte le persone» (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 207);
5. Non bisogna (...) stupirsi che la promozione di "valori" — per quanto evangelici siano — ma "svuotati" di Cristo che ne è l'autore, siano incapaci di cambiare il mondo;
6. Non c'è separazione nella personalità di un personaggio pubblico: non c'è da una parte l'uomo politico e dall'altra il cristiano. Ma c'è l'uomo politico che, sotto lo sguardo di Dio e della sua coscienza, vive cristianamente i propri impegni e le proprie responsabilità!
7. Siete dunque chiamati a rafforzarvi nella fede, ad approfondire la dottrina — in particolare la dottrina sociale — che Gesù ha insegnato al mondo, e a metterla in pratica nell'esercizio delle vostre funzioni e nella stesura delle leggi. I suoi fondamenti sono sostanzialmente in sintonia con la natura umana, la legge naturale che tutti possono riconoscere, anche i non cristiani, persino i non credenti. Non bisogna quindi temere di proporla e di difenderla con convinzione: è una dottrina di salvezza che mira al bene di ogni essere umano, all'edificazione di società pacifiche, armoniose, prospere e riconciliate;
8. Sono ben consapevole che l'impegno apertamente cristiano di un responsabile pubblico non è facile, in particolare in certe società occidentali in cui Cristo e la sua Chiesa sono emarginati, spesso ignorati, a volte ridicolizzati. Non ignoro neppure le pressioni, le direttive di partito, le «colonizzazioni ideologiche» (...), a cui gli uomini politici sono sottoposti. Devono avere coraggio: il coraggio di dire a volte «no, non posso!», quando è in gioco la verità.