Articoli & Riflessioni
 

LE CITTA' COME SPAZIO DI ECOLOGIA INTEGRALE?

LA CONDIVISIONE DELL'ACQUA COME STRUMENTO PER LA PACE TRA I POPOLI

PERCHE' LE COSE GLOBALI CI RIGUARDANO: ASSEMBLEA ONU IN KENYA

Il 1 marzo si è conclusa la sesta assemblea generale dell'Unep, l'organismo Onu che si occupa di ambiente, con sede in Kenya a Nairobi. 600 i delegati di oltre 170 paesi presenti, quasi tutti in via di sviluppo o del global south come si dice, oggi, in lingua globalizzata. L'evento ha lo scopo di preparare decisioni e negoziazioni della sessione di settembre 2024 in cui a New York si terrà un grande evento sul "futuro del mondo". I temi di quest'anno sono stati il cambiamento climatico, la biodiversità e l'inquinamento, la cosiddetta triplice crisi. Le parti politiche si sono incontrate per stimolare donazioni ed impiego di denaro per evitare l'innalzamento della temperatura di oltre 1,5°, la perdita di biodiversità e diminuire le fonti di inquinamento, soprattutto dei processi produttivi e nei paesi in via di sviluppo. Come sanno i lettori di questo giornale e coloro che seguono la trasmissione Green Note su Tsdtv, noi riteniamo che la vera criticità sia la distruzione degli ambienti naturali, con conseguente perdita di biodiversità, causata essenzialmente dall'introduzione di specie aliene, cioè estranee, in un habitat. Delle 37 mila specie ad oggi conosciute, 3500 sono considerabili aliene. Le specie aliene sono introdotte dall'uomo mentre viaggia, frequenta ambienti o per mero capriccio da turista. L'inquinamento è argomento altrettanto serio ed urgente. Il sud del mondo se la passa male, inutile negare. Le grandi conurbazioni urbane africane e dell'India offrono pessime condizioni di vita; le attività industriali, soprattutto quelle estrattive, rendono la vita umana malsana e non permettono la conservazione degli ambienti e degli ecosistemi. In particolar in Kenya si è parlato di inquinamento da mercurio, di ossido di azoto, un pericoloso gas, dannoso per l'uomo e l'ambiente. All'esito dell'Assemblea internazionale sono state assunte alcune decisioni, non vincolanti. I grandi protagonisti dell'incontro sono stati i MEA, cioè i multilateral ecological agreement. Si tratta della Convenzione per la tutela della biodiversità biologica, la tutela delle acque marine, contro il traffico di sostanze inquinanti transfrontaliere, il bracconaggio e il commercio di specie animali. Tra gli altri punti un passaggio politico è stato segnato dall'assemblea in Kenya: nei documenti finali e nelle decisioni, ora, si parla di cambianti climatici, tutela dell'ambiente e negoziazioni con altri paesi, anche nel rispetto delle "local circumstances", cioè delle condizioni locali. In pratica ciascun paese deve guardare in casa propria e tutelare l'ambiente secondo scelte politiche economiche locali. I grandi trattati vanno certamente rispettati, ma dopo la Cop 28 si comincia a far notare che le condizioni locali sono importanti e che i paesi devono tener conto anche di equilibri interni. Prima di ora questa dicitura negli atti era rara. Si ha l'impressione che al livello politico internazionale si stia tirando il freno sulle cosiddette "svolte green". I motivi sono essenzialmente due: il quadro bellico internazionale, anche dei prossimi anni, segnala la presenza di guerre e focolai che non permettono né dichiarazioni green audaci (la guerra distrugge l'ambiente come detto a Nairobi, anche) e secondo una qual certa resistenza delle popolazioni del sud del mondo che non vedono l'ora di costituirsi ceto medio che non permette alcun rallentamento dell'economia di mercato, giovane ma dinamica come in Africa. Tutte condizioni incompatibili con un deal green severo come in Ue. Un'ultima nota: i documenti preparatori dedicavano un seppur risicato spazio all'uso della geoingegneria, cioè alla modifica tecnologica del clima da parte dell'uomo. Argomento sparito dalle dichiarazioni finali. Cosa ne è quindi di questo argomento? Crediamo che non sia stato affatto dimenticato. E' nascosto nella parola cambiamento climatico: i paesi, nel silenzio colpevole delle agenzie internazionali faranno di propria iniziativa. Si è aperta con la Cop 28 e ora con l'Assemblea Unep in Africa, la stagione della manipolazione umana del clima. Ma non era Dio che faceva piovere e splendere il sole? E' green tutto questo? E soprattutto è etico?  

IL NOSTRO COMMENTO ALLA CONVENTION DEL WORLD ECONOMIC FORUM DI DAVOS 2024

UN COMMENTO DIRETTO E SENZA MASCHERE ALLA COP28

LAUDATE DEUM: UN NUOVO MULTILATERALISMO

LAUDATE DEUM: ESORTAZIONE PAPA FRANCESCO SULL'ECOLOGIA: IL NOSTRO COMMENTO


ECOANSIA: COS'E' E DA DOVE VIENE

ECO-ANSIA COME DISAGIO SOCIALE. CHE FARE?

Cambiamento climatico, aumento delle temperatura, disastri naturali, scarsità di risorse, un mix perfetto per l'eco ansia. Ma cos'è? L'Associazione americana di psichiatria definisce l'ecoansia come paura cronica di una catastrofe ambientale, che comporta un'accentuata sofferenza emotiva, mentale o somatica in risposta ai pericolosi cambiamenti del clima (APA, 2017; CPA, 2020). L'ansia è l'insieme delle sensazioni somatiche per un evento non ben definito. Sembra che a soffrirne siano soprattutto giovani e qualche studioso. Il fenomeno non è ben conosciuto perché è molto recente. La letteratura ha evidenziato come l'ecoansia da cambiamento climatico possa provocare diversi risvolti psicopatologici tra cui stress (da lieve ad acuto), depressione, ansia, disturbo da stress post-traumatico, suicidio, violenza domestica e abuso di sostanze. Allo stesso modo, è stata anche associata ad attacchi di panico, perdita di appetito, irritabilità e insonnia proprio dall'APA nel 2010. Questa non è altro che ansia, come tutti la conosciamo nella nostra personale esperienza umana, ma più particolarmente percepita come minaccia alla vita a causa di eventi climatici. In sé non è cosa nuova, ma studiarla fa bene per capirne l'impatto sociale. Come ogni stato psicologico essa può rientrare in canoni di tollerabilità e, allora, la definiamo ansia adattativa; se invece è accompagnata dal corredo di sintomi indicati sopra, allora è patologica e richiede un intervento psicologico idoneo. Rifiutarci di prestare attenzione a questo fenomeno credo sia un errore che noi adulti stiamo già commettendo; drammatizzarne le circostanze è altrettanto infruttuoso, perché rende questa emozione insostenibile e direi "socialmente contagiosa". Ma perché viene? Abbiamo modalità di rispondere alla realtà e agli eventi molto diversi gli uni dagli altri. Un insondabile mix di predisposizione naturale (psicovegetativa si direbbe) e di condizionamenti sociali ci conducono a tutto ciò. Ebbene si, l'ansia si può apprendere nei contesti familiari e amicali come risposta a stimoli esterni, difficoltà ed ostacoli. Le proteste dei gruppi politici di settore, a volte scomposte, la narrativa internazionale di alcuni esponenti politici, apocalittici ma su dettagli marginali, costituiscono l'innesco per suscitare queste emozioni; la drammatizzazione continua dei media, a volte irrazionale, è, invece, ciò che mantiene questa disfunzione. L'evidenza scientifica mostra che occorre tempo per comprendere il clima veramente, la letteratura psicologica afferma che la risposta ansiosa può essere modificata (anche solo parzialmente nel peggiore dei casi; nel migliore dei casi si estingue del tutto con un apposito percorso riadattivo). I ragazzi, attraverso anche questo comportamento, ci stanno dicendo che le dinamiche sociali così come sono oggi non vanno bene. Riflettiamo: un'economia che conosce solo l'appropriazione del profitto senza dividerne i frutti, l'utilizzo del corpo a fini meramente erotici, l'incapacità di tollerare ogni più piccolo ostacolo ai propri obiettivi come se fosse una tragedia esistenziale, considerare "cosa" una vita appena formata o una che sta per concludersi, scartare dalla società chi non si adegua (a cosa poi?) o che non produce e che diventa inutile (ma deciso da chi poi?). Ecco, mi sembra che questo dovrebbe produrre ansia e disagio; quello di non saper vedere la vita, di banalizzare il male, di annoiarsi per il tempo che scorre, di rendere cosa il corpo, sempre a disposizione degli istinti. Questi i mali dei nostri giovani; e noi adulti (supposti tali) non sappiamo rispondervi, non sappiamo accompagnare, perché delusi dalle promesse di redenzione ideologica degli anni '70, stanchi per il ritmo produttivistico che abbiamo impresso alla vita (liberismo ipertecnologico), noi agnostici che non sappiamo vedere il divino nella quotidianità. Eco ansia è un male sociale indotto, ma è anche il grido che i giovani ci rivolgono: dove siete adulti? Abbiamo bisogno di voi! 

MIGRAZIONI: TABU', RAGIONEVOLEZZA E SIGNIFICATO. UNA BREVE INTERVISTA 

MIGRAZIONI E CLIMA SONO COLLEGATE?

L'articolo affronta in breve un tema spinoso e mette in evidenza che le migrazioni non sono legate ai cambiamenti climatici se non quelle interne allo stesso paese. La tutela dei diritti dei migranti è un atto di giustizia: diritto di emigrare, diritto di restare nel proprio paese. 

TEMPO DEL CREATO E CONVERSIONE DEL CUORE

Il settimanale La Vita di Pistoia ci ha chiesto una riflessione sul rapporto uomo- ambiente. l'Isvumi h così partecipato alla Giornata del creato domenica 10 settembre. Vi invitiamo a leggere l'articolo e a commentarlo, se volete.  

GENERARE NON E' PRODURRE

BIODIVERSITA'

09.09.2023

La biodiversità è la grande ricchezza naturale che abbiamo sul pianeta. Custodirla è un nostro dovere.La 1 causa di riduzione della biodiversità sono le specie aliene invasive, cioè che non appartengono a quell'habitat. Viaggi, accidentalità e importazione di animali esotici sono le cause. L'uomo deve eradicarle; ergo è ecologico toglierle di mezzo...

Il 1° Ottobre 2022 si è svolto a Pieve di San Severo, organizzato dalla misericordia di Legri, l' incontro per discutere dei temi dell' Ecologia integrale e come essa sia collegata al tema della giustizia sociale. Al dibattito sul tema hanno partecipato anche i rappresentanti dell' Istituto e il nostro direttore Ciro Amato, in quanto docente...

Articolo pubblicato su Toscana Oggi La Voce del 4 settembre 2022, scritto dal direttore Ciro Amato in occasione della 17esima giornata per la custodia del creato

Il 22 settembre, alla libreria Feltrinelli Point di Arezzo, il direttore Ciro Amato in collaborazione con ACLI e MCL ha presentato i temi e le idee dietro al suo ultimo libro "Ecologia Integrale, principi, metodi e questioni rilevanti", scritto per Castelvecchi editore per la linea ARCA

L'ambiente come dono di Dio, ce lo insegnano i santi
Il mondo è in fermento e i giovani lo stanno gridando. È quanto in sintesi sta avvenendo in questo 2019 sui temi ambientali. Il vertice Onu dei giovani sul clima dal 21 al 23 settembre, l'adozione della strategia sull'economia circolare Ue, le iniziative nel tempo del Creato della Chiesa...

Venerdì 13 maggio si è tenuto un seminario on line sui temi dell'Ecologia integrale, ispirati alla Laudato Si'. L'iniziativa è stata organizzata dalla Scuola di Capitale Sociale di Firenze e dall'Istituto Sviluppo Umano Integrale di Arezzo, il cui direttore è stato chiamato a tenere una lecture agli invitati. Il tema era Ecologia integrale: per una...




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